Calcio, la crisi della Serie A non è solo tecnica: è economica

Scritto da Redazione  | 

Dalla disfatta della nazionale di Roberto Mancini al calo degli introiti, serve una rivoluzione per salvare il nostro calcio dal fallimento.

È direttamente il Presidente della FIGC, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò, a parlare dello stato di benessere del settore in Italia. Lo ha fatto in una recente intervista al Corriere dello Sport in cui ha usato parole forti per descrivere il momento del calcio tricolore, che deve ancora riprendersi dall’ennesimo fallimento e l’ennesimo Mondiale visto sfumare.

“Il calcio è l’unico sport dove esistono ancora dinamiche padronali, almeno in Italia. In Inghilterra il proprietario non ha mai una gestione diretta della società. Delega, conferma, ricambia. Da noi invece i presidenti se la cantano e se la suonano. Chi vende i diritti tv non può essere la stessa persona che si occupa dell’erba del campo e del contratto dei calciatori. I bilanci parlano. E dicono che si è perduta la via maestra del risultato economico senza raggiungere traguardi sportivi”, ha spiegato in una recente intervista. È finita, insomma, l’epoca di presidenti come Berlusconi, Agnelli, Moratti, dirigenti che investivano soldi e capitali preziosi e che, non caso, alzavano i trofei. Oggi invece “abbiamo solo debiti e umiliazioni fuori dai confini”, ha spiegato ancora Malagò.

Deve cambiare presto qualcosa insomma. E una mano potrebbe arrivare proprio dal gambling. Da sempre infatti il mondo del gioco pubblico e alcuni dei suoi brand hanno instaurato con il calcio un rapporto, economico, proficuo e vantaggioso. Ne è l’esempio StarCasino che ha siglato, nei mesi passati, numerosi accordi con alcuni club italiani per partnership e collaborazioni, in particolare con Milan e Napoli tramite il suo portarle informativo.

Un aiuto al mondo del calcio, in termini meramente economici, potrebbe allora derivare dall’implementazione di questa tipologia di sponsorizzazioni. Sarebbe un primo tassello molto importante per garantire nuovi introiti a un settore in crisi. Poi, ovviamente, tanto altro deve cambiare: dal prezzo dei biglietti allo stadio ai diritti televisivi, dagli investimenti nei settori giovanili al tetto per i giocatori stranieri.

Ma le rivoluzioni, si sa, iniziano sempre da piccole mosse. Anche le rivoluzioni che riguardano il mondo del calcio e dello sport.


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