Sara Gama, icona del calcio italiano al femminile, non è più solamente il difensore della Juventus Women e della Nazionale azzurra, ma anche un punto di riferimento di carattere istituzionale. La giocatrice, consigliere della FIGC in quota Associazione Italiana Calciatori e dal 30 novembre 2020 Vicepresidente dell'AIC, vuole che il calcio femminile possa avere gli stessi diritti di quello maschile.

La classe 1989 ha parlato della percentuale di ministre nel Governo diretto dal nuovo presidente Mario Draghi: "Concordo che le quote rosa non siano affatto un punto di arrivo e bisogna arrivare a non invocarle, perché donne e uomini saranno nelle stesse condizioni di partenza e il sostegno che si dà ai lavoratori e alle lavoratrici sarà quello che farà la differenza. Mi auguro che in futuro non ci sia bisogno delle quote rosa, in questo sono d’accordo con il Presidente del Consiglio".

La triestina ha anche parlato della strategia di sviluppo del settore femminile per il prossimo quadriennio da parte della FIGC: "Quello che abbiamo spinto fin dall’ultimo mondiale è il passaggio al professionismo che arriverà: è stato deliberato per la stagione 2022/23 in consiglio federale e oggi c’è anche un piano di fondi a sostegno. Per cui c’è da ringraziare il presidente federale Gravina che ha condiviso il percorso e il senatore Nannicini e il ministro uscente Spadafora che hanno permesso di accedere a questi fondi".


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