ESCLUSIVA Calcioline: Intervista a Shino Kunisawa, San Marino Academy

Shino Kunisawa, nuova giocatrice della San Marino Academy, è arrivata sul Titano accettando la proposta della dirigenza biancoazzurra. L’approdo del club femminile in Serie A è un punto d’arrivo, ma al tempo stesso un punto di partenza, e la calciatrice giapponese ha accettato con grande entusiasmo il trasferimento.

La classe 1991 di Kochi nel proprio ruolo di centrocampista arriva dalla stagione giocata con la maglia del Tavagnacco, esperienza non fortunata visto che a fine stagione la squadra non è riuscita a salvarsi. Ora Kunisawa punta a fare del proprio meglio con la maglia delle sanmarinesi.

La giocatrice, grazie alla società, si è concessa per una intervista esclusiva ai microfoni della nostra redazione. Di Seguito l’intervista alla calciatrice del sol levante.

L’Intervista:

Shino tu hai accettato la proposta della San Marino Academy. Cosa ti ha convinta?
Dopo la stagione 2019/2020, volevo ancora rimanere in Italia e giocare in Serie A.

Nel 2019 sei arrivata a Tavagnacco. Ti sei subito trovata bene in Italia e in Serie A?
L’anno scorso è stato il mio primo anno in Italia. Ovviamente non capivo l’italiano ma ero il capitano. Inoltre, il team era molto giovane, quindi è stato molto impegnativo per me. A proposito di giocare a calcio, quando giocavo come centrocampista, pensavo di avere disputato un buon campionato giocando bene.

Italia e Giappone, due diverse culture. Cosa ami dell’Italia?
Penso che gli italiani siano sempre felici. Una delle cose interessanti per me è che quando è il tuo compleanno, qui il festeggiato porta torte o alcuni dolci alla squadra per festeggiare. In Giappone, invece, quando è il tuo compleanno, sono le altre persone che vengono a portare a te le torte per festeggiare. In realtà non portiamo torte in allenamento, come è giusto, i giapponesi sono molto seri e severi, quindi non è bello mangiare dolci soprattutto se sei un atleta. Tuttavia, mi piacciono i dolci, quindi questa cultura italiana mi rende molto felice.

La San Marino Academy dove può arrivare?
Non ho ancora visto la squadra, quindi non posso dire molto, ma spero che avremo una buona stagione.

Tu hai un tuo giocatore preferito (uomo e donna)?
Il mio giocatore preferito è Hidetoshi Nakata, un ex giocatore di calcio giapponese che ha giocato proprio in Serie A avendo indossato le maglie di Parma, Roma, ecc..

E’ il tuo secondo anno in Serie A. Stai imparando la lingua italiana?
Sì, ho studiato l’italiano una volta alla settimana quando ero a Tavagnacco. Conosco parole che si usano quando si gioca a calcio come “sali, scappa, occhio, uomo, sola, ecc.”. È ancora difficile per me parlare italiano fuori dal campo. Voglio continuare ad imparare l’italiano.

Tu vedi molte differenze tra il calcio in Italia e in Giappone?
La differenza principale tra Italia e la tipologia del gioco. In Giappone le calciatrici sono tecniche e rapide, rispettano molto la tattica, mentre qua e maggiore la forza ed il livello fisico delle giocatrici. Questo è ciò che avevo già detto in precedenza. Inoltre, in Serie A, c’è un grande divario tra i primi 4 club e gli altri. Sento che il campionato giapponese è più competitivo.

I tuoi tre piatti preferiti della cucina italiana?
Non posso sceglierne solo tre perché amo tutta la cucina italiana, ma direi pizza, gnocchi e pasta con pesto alla genovese. Non sono piatti in tutto e per tutto, ma mi piacciono anche il tiramisù e il prosecco.

Cosa fai nel tuo tempo libero?
Dipende da quanto tempo ho, ma quando ho avuto un giorno libero l’anno scorso, sono andata a Venezia e Trieste. Mi piace viaggiare.

Quando tu non sarai più una calciatrice, cosa vorrai fare dopo? Che lavoro ti piace?
Non so ancora cosa farò dopo. Adesso non sono preoccupata di questo. Tra le cose che voglio fare è chiedere alle calciatrici italiane cosa fanno solitamente loro dopo che si ritirano dalla carriera di giocatrici.

Si ringrazia Shino Kunisawa per la disponibilità e la gentile collaborazione dell’ufficio stampa della San Marino Academy.

(Intervista a cura di: Simone Beltrambini)

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