Il dopo Milan-Roma e le perplessità rossonere

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 L’immagine di Clarence Seedorf che grida al cielo la propria gioia dopo il fischio finale di Rosetti, per qualcuno potrebbe apparire come lo spartiacque per la stagione rossonera. Ebbene, per la formazione rossonera è stata una bella boccata d’ossigeno, al punto che ad alcuni tifosi sembrava di avere nuovamente alzato la coppa più prestigiosa in quel di Manchester contro la Juventus.
Ma qualunque tifoso rossonero realista farà bene a togliersi dalla mente questa sensazione. Il Milan, vittorioso contro la Roma di Ranieri, è stato forse il peggiore di questa stagione. Si sono osservati segnali che potrebbero far intravedere uno spiraglio di luce come, ad esempio, la verve ritrovata di Ronaldinho (decisivo ai fini del risultato ma non ci si può accontentare di un lampo in 45 minuti) o il ritorno al gol di Pato. Sinceramente, non fosse stato per la pessima prestazione dell’arbitro Rosetti e per i lampi dei due brasiliani, si starebbe qui a commentare l’ennesimo “flop” rossonero.
Il Milan di Leonardo è una squadra imbarazzante per mancanza di abnegazione da parte di alcuni elementi, con una manovra lenta ed insoluta che non permette una rapida circolazione del pallone e con poco movimento da parte dei giocatori. Non parliamo poi dell’incapacità dei terzini di appoggiare la manovra offensiva e di scodellare palloni invitanti in area. Purtroppo il Milan sta assistendo a giocatori che hanno intrapreso la lunga parabola discendente dopo avere, con grande merito, portato il Milan fin sul trono del mondo. Veramente commovente vedere Leonardo che, al termine della partita, si presenta in sala stampa senza un filo di voce. Forse il suo predecessore, Ancelotti, avrebbe saputo gestire meglio il tramonto di un Milan privo del suo faro Kakà, ma neppure il tecnico emiliano sarebbe stato in grado di moltiplicare le vittorie di una squadra che nella passata stagione ha chiuso il campionato a dieci punti dall’Inter.
Sarebbero molte le cose da cambiare in casa milanista ma, probabilmente, l’impellenza più grande è quella che riguarda il reparto difensivo. In attacco, infatti, con il rientro di Borriello e l’ormai certo ritorno di Beckham, potranno arrivare per le punte quei traversoni che magari riusciranno a far tornare in auge anche l’oggetto misterioso Huntelaar. Perchè bocciare questo giocatore olandese quando in realtà è la squadra a non assecondarlo non riuscendo minimamente a fornirgli assist adeguati? Detto questo, il problema principale rimangono i terzini. Se Abate può rappresentare una buona alternativa in questi periodi di difficoltà, preoccupa invece la fascia sinistra: Antonini e Jankulovski obiettivamente non sembrano offrire garanzie. Il nome più realistico e forse più funzionale, vista la duttilità tattica, sarebbe quello del genoano Mimmo Criscito, che alcuni rumors di mercato darebbero prossimamente in maglia rossonera. Il Milan sarebbe disposto a rilevare la metà del cartellino del giocatore fissata a 5,5 milioni inserendo il fluidificante Antonini come contropartita tecnica. Tutto, però, è ancora nelle mani del Genoa che, entro il 25 di Ottobre, dovrà esercitare l’opzione di acquisto. I tifosi rossoneri cominciano a sperare nella speranza di ritrovare il Milan nuovamente davanti ai cugini nerazzurri.

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