Archivi Mensili: aprile 2012

La Juventus ha deciso che l’unico grandissimo campione sul quale cercherà di puntare per il prossimo calciomercato sarà l’attaccante dell’Arsenal Robin Van Persie. Il giocatore olandese, a dire di qualcuno, sarebbe il nome sul quale lo stesso tecnico bianconero Antonio Conte avrebbe deciso di puntare.

Capace di imporsi all’attenzione con il primato nella classifica cannonieri della Premier League, il calciatore  è rimasto l’ultimo baluardo di un gruppo che con i “Gunners” aveva fatto grandi cose. Ma ora, dopo gli addii degli altri big, anche per Van Persie è giunto il momento di “togliere il disturbo”.

Ecco così che la più bella sorpresa d’Europa, la Juventus avrebbe già proposto all’attaccante la possibilità di approdare a Torino per far parte di un gruppo perfetto. Proprio Van Persie starebbe pensando all’offerta; il Nazionale d’Olanda sa bene che un passaggio in bianconero potrebbe garantirgli la possibilità di alzare qualche importante trofeo.

Ed è proprio per questo che Van Persie sembra ormai pronto a salutare i tifosi dell’Emirates Stadium. Per il giocatore si sarebbero mossi sia l’Amministratore delegato e direttore generale Beppe Marotta che il Direttore sportivo Fabio Paratici. A Londra in questi giorni si sta parlando soprattutto l’italiano. Il tecnico salentino della Juventus incrocia le dita in attesa di buone nuove.

La cura di Andrea Stramaccioni ha dato fino ad ora frutti addirittura insperati, dato che, la sua rivitalizzata Inter ha raggiunto il terzo posto in coabitazione di Napoli, Udinese e Lazio, dando vita ad una fantastica corsa per l’ultimo piazzamento valido per giocare la prossima edizione della Champions League.

Uno dei grandi meriti dell’ex tecnico della primavera nerazzurra è stato quello di rigenerare il talento argentino di Mauro Zarate che, nelle gestioni di Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri, era stato completamente irriconoscibile, tanto da considerare come impossibile il suo riscatto dalla Lazio fissato in estate a 15 milioni di euro.

Ora, viste anche la possibilità che Stramaccioni rimanga alla guida dell’Inter anche nella prossima stagione, il riscatto di Zarate torna ad essere tema d’attualità per la dirigenza nerazzurra che, in ogni caso, punterebbe ad una riduzione della cifra del riscatto ad almeno 8-9 milioni di euro.

Nel frattempo il presidente Massimo Moratti si è espresso sulla possibilità di vedere Ezequiel Lavezzi con la maglia dell’Inter nella prossima stagione, dichiarando ai microfoni di SKY: “Mi sembra che dovevo prenderlo l’anno scorso per i giornali. Se ne parla ogni anno, ma il Napoli se lo tiene stretto perché è un campione. Se la cosa fosse di buon senso per noi sarebbe perfetto, altrimenti ci sono tanti altri calciatori nel mondo…“.

 

Fuori dalla Champions League e dalla Coppa Italia e con lo scudetto che sembra ormai nelle mani della Juventus, il Milan sembra destinato a chiudere la stagione fallendo tutti e tre gli obiettivi stagionali, cosa che inevitabilmente mette in pericolo la panchina di Massimiliano Allegri.

Anche se con molte attenuanti, in particolare quella legata ai tanti infortuni, l’annata dei rossoneri è sicuramente da considerarsi fallimentare, e il numero uno della società di Via Turati, Silvio Berlusconi, non è certamente soddisfatto tanto che più volte si è parlato di una sua volontà di cambiare guida tecnica alla squadra e non è certo un mistero che in società si stia pensando già ai possibili sostituti, tra cui il grande ritorno di Fabio Capello.

Nonostante ciò e proprio per mettere fine a queste voci, l’allenatore rossonero ha voluto parlare del suo futuro ai microfoni di “Rai Sport”, annunciando la sua permanenza al Milan fino alla fine del suo contratto.

Queste le parole di Allegri: “Credo sia stato alzato un polverone, non so da chi e non so perché: con Berlusconi ho un ottimo rapporto, con Galliani convivo armoniosamente ogni giorno, ho un contratto fino al 2014 e sono intenzionato a rispettarlo. Il presidente mi ha ribadito la propria soddisfazione stamattina stessa, e non credo sia necessario che lo faccia pubblicamente per ora“.

Pep Guardiola ha da poco deciso di lasciare il timone del Barcellona, per dedicarsi “a se stesso”. L’allenatore quarantunenne, dopo aver conquistato con i blaugrana tutto ciò che era possibile vincere, ha decretato un suo personalissimo periodo di stop per ricaricare le batterie al meglio.

Quattro anni al massimo, vissuti alla guida della squadra più forte al mondo, hanno stressato troppo l’allenatore spagnolo che ha deciso di prendersi una pausa per il classico anno sabbatico. Ma cosa accadrà dopo questi dodici mesi nei quali Guardiola si godrà il calcio dalla poltrona di casa?

Secondo i ben informati una cosa è certa: Guardiola non verrà ad allenare in Italia. La crisi finanziaria che sta colpendo il calcio di casa nostra non convincerà minimamente l’ex centrocampista del Brescia a un suo approdo in Serie A. A Guardiola servono grandi campioni che possono arrivare solo grazie a grandi investimenti.

E gli investimenti, almeno per adesso, non sono in tanti a poterseli permettere. La realtà del momento parlerebbe di un Guardiola prossimo a un trasferimento in Premier League dove ad attenderlo ci sarebbe addirittura la panchina del Manchester United. Lo spagnolo sarebbe stato identificato dalla dirigenza dei “Red Devils” come l’erede di Sir Alex Ferguson, vicino al pensionamento.

Lo scandalo del calcio scommesse continua a fare preoccupare molti dei tesserati di serie A e della cadetteria. La situazione al momento non appare ancora ben definita ma ci sono alcune società, più di altre, che temono un coinvolgimento tale che possa cancellare quanto fatto dalle squadre sul campo.

E’ il caso di Atalanta e Siena che da ieri possono dirsi tranquille di una salvezza conquistata sul campo, anche se alla formazione bianconera senese manca un punto per la matematica. Le due società, orobica e toscana, sono invischiate nel problema del calcio scommesse e qualcosa di poco positivo potrebbe presto emergere con le decisioni del procuratore federale Stefano Palazzi.

I primi deferimenti arriveranno lunedì 7 o martedì 8 maggio“, ha detto qualche giorno fa proprio il pm a capo del pool che sta passando al setaccio tutti i “protagonisti” dello scandalo di scommessopoli. Dunque la chiusura della prima parte dell’inchiesta è molto vicina e i deferimenti potrebbero essere davvero pesanti.

A rischiare ci sono anche i giallorossi del Lecce che, dovessero essere puniti, potrebbero, in caso di retrocessione sul campo, ritrovarsi addirittura in Serie C (ci piace ancora chiamarla alla vecchia maniera). Qualche problema potrebbe poi arrivare anche per Lazio e Napoli, in lotta per il terzo posto in Champions League, che, per danno provocato da eventuali sentenze, potrebbero proprio perdere la partecipazione europea.

Palazzi nel frattempo ha tenuto a chiarire: “Le date del primo processo? Dipende dai tempi tecnici degli organi giudicanti. La scorsa estate i procedimenti sono stati definiti in tempi molto brevi con un grande sforzo anche delle difese. L’indagine rimarrà comunque aperta per chiarire altre posizioni e lavoreremo su due piani, inquirente e requirente“.

La Lazio degli ultimi tempi è lontanissima parente di quella che a inizio campionato spaventava anche Juventus e Milan. Una serie di circostanze, nate probabilmente nel corso del mese di gennaio durante il calciomercato di riparazione, hanno portato i biancocelesti a rischiare di perdere il terzo posto in classifica.

La squadra in appena cinque giorni è stata capace di perdere due partite consecutive, la prima a Novara e la seconda ieri sera a Udine, un doppio stop che compromette e di molto la rincorsa ai preliminari di Champions League. Ma la cosa che preoccupa maggiormente i tifosi biancocelesti è la tensione che gli uomini di Edy Reja hanno dimostrato nel finale di gara contro i friulani.

Un fischio arrivato dagli spalti ha immobilizzato la squadra romana, convinta che la partita fosse terminata, lasciando così campo libero al centrocampista Pereyra lesto a infilare la rete di Marchetti per il 2-0 definitivo. Al termine si è così scatenato un parapiglia generale che ha visto coinvolti anche dirigenti e accompagnatori della Lazio.

In tribuna è stato eloquente l’atteggiamento stizzoso anche del presidente romano Claudio Lotito. Lo stupore maggiore però è riferito proprio alla tensione vissuta a bordocampo visto che il risultato era comunque deciso da quella spettacolare mezza girata di Antonio Di Natale. Quel misterioso fischio alla fine non ha cambiato nulla.

Dopo l’ennesimo risultato negativo, ovviamente in ottica terzo posto Champions, i tifosi della Roma hanno definitivamente perso la pazienza. Eloquente il momento vissuto al termine del match di sabato sera contro il Napoli quando la tifoseria della curva a chiamato a se il capitano Francesco Totti.

Lo storico numero dieci dei giallorossi non ha proferito parola soffermandosi semplicemente ad ascoltare quanto i suoi fans avevano da dire; tutte parole poco propositive che erano indirizzate in un’unica direzione, quella dell’allenatore asturiano Luis Enrique.

L’ex tecnico del Barcellona B è infatti considerato il vero colpevole dell’annata poco positiva della squadra capitolina. Con 14 sconfitte in campionato e la bellezza di 50 reti subite la Roma ha dimostrato una fragilità mentale e difensiva davvero preoccupante.

E questa preoccupazione ora sarebbe anche all’interno degli uffici dirigenziali capitolini con il Direttore generale Franco Baldini pronto a dimettersi nel caso di un prossimo addio di Luis Enrique. Ma questo addio è vicino oppure no? Secondo i ben informati le possibilità sarebbero due. La prima riguarderebbe la riconferma dello spagnolo con un impegno forte da parte del club sul prossimo mercato estivo. Nel mirino ci sarebbero almeno tre giocatori difensivi necessari per dare consistenza al reparto.

La seconda soluzione possibile sarebbe invece la rinuncia al progetto targato Luis Enrique e la volontà di richiamare all’ovile l’ex Vincenzo Montella che, alla guida del Catania, ha dato dimostrazione di essere un tecnico estremamente preparato. Che la soluzione a tutti i problemi della Roma sia proprio l’Aeroplanino?

Dopo un passaggio di carriera davvero terribile, con l’intervento chirurgico di sei mesi fa che aveva addirittura fatto temere per la sua vita, Antonio Cassano è finalmente tornato. In realtà il giocatore di Bari Vecchia era tornato al gioco già alcune settimane fa ma è stata la sfida in campionato di Siena a farlo tornare quello di sempre.

Il giocatore pugliese, infatti, è stato il principale protagonista del 4-1 con cui il Milan si è imposto sul difficile campo del Siena di Giuseppe Sannino. Il numero novantanove rossonero è stato autore del gol del vantaggio iniziale poi è diventato protagonista come uomo assist.

Ben due sue invenzioni sono state determinanti per le reti segnate dal solito Zlatan Ibrahimovic. “Fant’Antonio” è così tornato e questo suo definitivo recupero diventa determinante anche in chiave azzurra. Il calciatore è uno dei pezzi da novanta dell’attacco dell’Italia e il Commissario tecnico Cesare Prandelli sarà stato sicuramente felice di vederlo in palla.

Ora per Cassano arriva la fase finale del campionato, altre tre partite che serviranno a rodarlo ancora di più in vista delll’Europeo di Polonia e Ucraina che prenderà il via tra poco più di un mese. Quell’abbraccio del barese al dottor Tavana è stato molto significativo. Proprio Antonio riferendosi al medico ha dichiarato: “Mi ha salvato la vita“. E ora quella vita è pronta per continuare a regalare emozioni a tutti gli amanti del calcio.

 

Non ci vuole un mago a dire che la Juventus di quest’anno è una squadra ampiamente attrezzata per competere ad alti livelli in Patria. I risultati lo confermano: il centrocampo è il migliore in assoluto, la difesa è tornata granitica come ai bei tempi, gli esterni funzionano a meraviglia, e tutto questo serve a compensare un’annata poco prolifica dell’intero reparto offensivo. Ma Antonio Conte vuole che la Juve torni a fare la voce grossa anche in Europa, e ha già in mente qualche rinforzo di lusso da affiancare alla sua già ben fornita retroguardia.

I nomi caldi sono 2, entrambi presenti da molto tempo sulla lista di Giuseppe Marotta, in movimento ormai da mesi per cercare le giuste pedine in un mercato che di spunti eclatanti non ne offre molti. Mats Hummels, centrale dai piedi nobili del Borussia Dortmund fresco campione di Germania, è quello seguito con maggior interesse. Non solo dalla Juventus. Infatti il prezzo non è dei più abbordabili: 20 milioni di euro, e secondo la “Bild” anche la Roma è sulle sue tracce.

La seconda scelta è più a buon mercato perchè rappresenta ormai uno dei tanti scarti del Real Madrid. Dopo 3 anni al “Santiago Bernabeu” senza riuscire mai a lasciare il segno, Raul Albiol sembra destinato a lasciare la capitale spagnola. Il suo costo si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Anche in questo caso, però, la concorrenza è tanta, con il Manchester United in pole position, e a ruota segue il Getafe.