Calciopoli: De Santis era o non era juventino?
Dopo la bufera della prima inchiesta calciopoli, con le sentenze sportive che hanno punito la Juventus sulla base di prove indiziarie, rivelatesi poi prassi comune di tutti i dirigenti di serie A e B, pare che la stampa sportiva italiana non abbia più tempo e voglia (o mancano le convenienze?) di analizzare nel merito la nuova inchiesta che è nata grazie al collegio di difesa di Luciano Moggi nel processo penale, in svolgimento a Napoli, a carico dell’ex d.g. bianconero per associazione a delinquere.
Gli avvocati difensori, con pazienza e perizia hanno portato alla luce diverse intercettazioni, già a conoscenza dei titolari delle indagini, a suo tempo affidate all’Arma dei Carabinieri nella persona del Colonnello Auricchio, ma non ritenute dagli stessi investigatori degne di essere portate a conoscenza nel processo sportivo. In particolar modo, anche grazie ai vari siti nati dopo calciopoli e curati non da avvocati nè da giornalisti, ma da semplici tifosi bianconeri, si sono evidenziate delle evidenti disparità di giudizio da parte degli stessi investigatori.
In particolare, “juvemania.it” analizza il caso De Santis, arbitro internazionale indicato dall’inchiesta come uno dei capi, con Moggi, della famosa cupola del calcio. Alcune intercettazioni che riguardano l’arbitro De Santis, le quali sono disponibili integralmente su vari siti come “ju29ro.it”, dimostrano senza ombra di dubbio che lo stesso arbitro in più occasioni abbia “danneggiato” la stessa Juventus, non assegnandole rigori trasparenti, anche a detta della famosa Gazzetta dello Sport. Nelle varie udienze in cui viene chiesto al Col. Auricchio il perchè queste intercettazione non siano state portate a conoscenza, lo stesso Auricchio si difende malamente dicendo che non erano state giudicate importanti in quanto l’oggetto dell’accusa era solo la Juventus, e che l’arbitro De Santis era chiaramente filo bianconero e quindi condizionato da Moggi e Giraudo.
Secondo Auricchio, De Santis era vincolato ai dirigenti della Juventus. Ma poi notiamo come, grazie alle intercettazioni opportunamente tralasciate, l’arbitro si svincoli dal febbraio 2005 al maggio 2005 dai suoi “capi”, per poi tornare a vincolarsi per Lecce-Parma, la famosa partita che doveva finire in pareggio per salvare la Fiorentina dei Della Valle, e successivamente ristaccarsi. Di questo periodo non è stata poi neanche controllata la effettiva corrispondenza con il traffico telefonico della famosa scheda sim svizzera data a De Santis. Grazie al sito “juvemania.it” questo è stato fatto ed il traffico telefonico inizia il 7 gennaio 2005, giorno dopo Parma-Juventus nella quale l’arbitro De Santis penalizzò la Juventus, e termina il 28 marzo 2005. Quindi la maggior parte del traffico “svizzero” della sim di De Santis si collocherebbe quando oggettivamente arbitrava contro la Juventus. Si è parlato così tanto, in maniera assolutamente non corretta, di questa sim svizzera data a De Santis, e poi si scopre prima che l’arbitro tanto sodale non era, essendo per metà campionato antijuventino, e poi che il traffico telefonico svizzero si sarebbe realizzato proprio da svincolato e antijuventino. Prima di parlare ed accusare, si mettessero d’accordo.
Fonte: Juvemania.it
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2 commenti »
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“piaccia o non piaccia”…………..la verità sull’aborto giuridico 2006 presto verraà fuori………..
Auricchio Auricchio… e lo hanno pure promosso!
E’ un pò come se promuovessero Totò Riina a Tenente Colonnello dei Carabinieri.
Che schifo poi, tutti quei giornali che fecere fuoco e fiamme contro la Juventus, senza neanche curarsi di giudicare in base a prove certe, ora stanno IN SILENZIO.
La Gazzetta dello Spor(co) tace.
Palazzi, c’é Giustizia??
Oriali prima con il passaporto 100% tarocc, Giacinto Facchetti poi con i suoi intrallazzi, vengono gentilmente salutati con la manina senza che a loro venga fatto nulla.
Tutto passa in cavalleria… comprano Milito e Motta in modo irregolare e ricevono un buffetto e una multina insignificante.
LA VERGOGNA NON HA PRESCRIZIONE.