Calciopoli: Coppola, Facchetti entrò negli spogliatoi
Oggetto della disputa: Favori arbitrali. Indagato: Inter. Colpevole: Chi lo sa è bravo. Testimone: Rosario Coppola, ex guardalinee. Ex perchè non ha obbedito ai potenti. E la cosa gli fa onore. Queste sono le parto salienti del suo esame in aula durante il processo di calciopoli.
Il caso in particolare considerato è il mancato cambiamento della versione reale sul referto. Cordoba aveva tirato un pugno a Bettarini. Due giornate di squalifica come minimo. Inter-Venezia 2-1, 16 settembre 2001. Rosetti arbitro, Coppola uno degli assistenti. Il racconto dell’accaduto: “L’ho detto in aula nel processo di Napoli e lo ripeto ora. Viene cacciato Cordoba dell’Inter per un cazzotto a Bettarini. Pugno che, nel referto, sarebbe dovuta diventare un semplice gesto per divincolarsi. Perchè funzionava così. Qualcuno chiamava, i designatori dell’epoca (Bergamo e Pairetto, ndr) erano sensibili a pressioni e il gioco era fatto. Dopo la partita entrò negli spogliatoi Facchetti e ci disse che avevamo sbagliato nel non dare un rigore che c’era all’Inter e nell’espellere Cordoba: se avessi alleggerito il mio referto, il difensore non avrebbe preso due giornate, ma io non cambiai una virgola e non ho più fatto l’assistente in A“.
Il racconto però sembrò non interessare ai Carabinieri, come se l’Inter dovesse rimanere al di fuori del polverone che sarebbe stato sollevato. Ora però non è più così, ora si deve parlare anche dell’Inter. Dicevamo? Colpevole: sempre chi lo sa è bravo…
Di seguito la trascrizione integrale dell’esame in aula dell’ex guardalinee Rosario Coppola:
Inter-Venezia 2-1, 16 settembre 2001. Rosetti arbitro, lei uno dei due assistenti: cosa accade?
«L’ho detto in aula nel processo di Napoli e lo ripeto ora. Viene cacciato Cordoba dell’Inter per un cazzotto a Bettarini. Pugno che, nel referto, sarebbe dovuta diventare un semplice gesto per divincolarsi…».
Ma se lei aveva visto un pugno perchè doveva diventare un’altra cosa?
«Perchè funzionava così. Qualcuno chiamava, i designatori dell’epoca (Bergamo e Pairetto, ndr) erano sensibili a pressioni e il gioco era fatto. Dopo la partita entrò negli spogliatoi Facchetti e ci disse che avevamo sbagliato nel non dare un rigore che c’era all’Inter e nell’espellere Cordoba: se avessi alleggerito il mio referto, il difensore non avrebbe preso due giornate, ma io non cambiai una virgola e non ho più fatto l’assistente in A».
Lei raccontò tutto prima in Figc, poi, scoppiata Calciopoli, ai carabinieri.
«Quando incontrai i carabinieri rimasi sorpreso dal loro atteggiamento: sembrava che l’argomento non gli interessasse forse perché quello che stavo raccontando non andava nella direzione da loro intrapresa. Furono molto sbrigativi dicendo che sull’Inter non avevano intercettazioni».
Oggi, ci sono.
«Non sono sorpreso. Ora si parla dell’Inter, ma lo facevano tutti».
Perché ha parlato solo lei?
«Perché io ho smesso di fare il guardalinee».
Articoli Correlati
Commenta tramite facebook
3 commenti »
1 Pingbacks »
-
[...] E massacrato pubblicamente. Come il guardalinee Coppola, che in seguito ad un Venezia-Inter, nonostante la visita negli spogliatoi di Facchetti e le sue pressioni, non ammorbidì il referto nei confronti di Cordoba. Risultato: non farà mai più la serie A. Qui [...]
Commenta la notizia!

inter in b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b
quelli della morale buffoni
inter in b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b b
quelli della morale
Un tipico tifoso interista:
Sabato: “Per quanto mi riguarda, non ci sono intercettazioni tra Moratti, Facchetti e gli arbitri”.
Lunedì: “Vabbè le intercettazioni ci sono, ma è il significato a fare la differenza.”
Mercoledì: “Vabbè, tanto c’è la prescrizione”